Dalla vigna al vino, nel cuore dell’Alta Murgia

Dalla vigna al vino, nel cuore dell’Alta Murgia

Ci sono momenti dell’anno che in vigna si aspettano più degli altri.

La vendemmia è uno di questi.

Arriva dopo mesi trascorsi tra i filari, seguendo le viti giorno dopo giorno, osservando il cielo, il terreno, la crescita dei grappoli. È il momento in cui tutto ciò che la stagione ha portato con sé si raccoglie tra le mani.

A Poderi delle Mura la vendemmia è ancora questo: un lavoro fatto a mano, grappolo dopo grappolo, nel rispetto dei tempi della terra.

Quando inizia la vendemmia?

La vendemmia non comincia perché lo dice il calendario.

Ogni anno ha il suo tempo.

Il momento della raccolta dipende dal vitigno, dall’andamento climatico e soprattutto dal grado di maturazione raggiunto dalle uve. Per questo il lavoro del vignaiolo è fatto anche di osservazione: si cammina tra i filari, si controllano i grappoli, si assaggiano gli acini e si aspetta finché la vigna non è pronta.

Nell’Alta Murgia, dove crescono i vigneti di Poderi delle Mura, ogni annata porta con sé condizioni diverse.

Il sole, il vento, le escursioni termiche, le piogge e i lunghi periodi asciutti lasciano un segno nell’uva.

Per questo nessuna vendemmia può essere identica a quella precedente.

La vendemmia del Primitivo: il primo taglio

Poi arriva il giorno.

Una forbice tra le mani, il primo grappolo reciso, una cassetta ancora vuota che lentamente comincia a riempirsi.

È un gesto semplice, quasi antico.

Eppure il primo taglio del Primitivo resta ogni anno uno dei momenti più importanti.

Dentro quel grappolo c’è una stagione intera: le giornate trascorse in vigna, il sole dell’estate, il vento, l’acqua arrivata quando serviva — o mancata quando sarebbe servita — e tutte le decisioni prese lungo il percorso.

La vendemmia rende finalmente visibile tutto questo.

La raccolta manuale dell’uva

A Poderi delle Mura raccogliamo ancora manualmente.

Grappolo dopo grappolo.

Non è soltanto una scelta legata alla tradizione. Raccogliere l’uva a mano significa poterla osservare da vicino, selezionarla direttamente in vigna e accompagnarla verso la cantina con attenzione.

Le mani diventano così il primo strumento della vendemmia.

Sono le stesse mani che durante l’anno potano, legano, controllano e lavorano tra i filari.

Quando arriva il momento della raccolta, quel rapporto con la vigna diventa ancora più diretto.

 

 

Vendemmiare insieme: una storia di famiglia

Per noi la vendemmia non è mai stata soltanto lavoro.

È anche un momento in cui la famiglia torna a ritrovarsi tra i filari.

Ci sono la fatica delle giornate lunghe, il sole, le cassette da riempire e trasportare. Ma ci sono anche le voci, le pause, i gesti che conosciamo da sempre.

Molti li abbiamo imparati guardando chi lavorava la terra prima di noi.

E oggi continuiamo a ripeterli.

Non per nostalgia, ma perché fanno parte del nostro modo di essere vignaioli.

Ogni generazione lascia qualcosa alla successiva: un modo di osservare la vigna, un gesto, una parola, una sensibilità che nessun manuale può insegnare.

Dalla vigna alla cantina

Quando le cassette lasciano il vigneto, per l’uva comincia un nuovo percorso.

Il lavoro si sposta in cantina e inizia la vinificazione.

È un passaggio importante, ma il vino non nasce improvvisamente in quel momento.

Inizia molto prima.

Nasce durante la potatura. Nei mesi in cui la vite riposa. Nella primavera che riporta vita tra i filari. Nelle giornate passate a controllare le piante. Nelle scelte fatte per rispettare l’equilibrio della vigna.

La vendemmia raccoglie tutto questo.

Letteralmente.

Un anno intero di lavoro entra nelle cassette e prende la strada della cantina.

Ogni vendemmia racconta un’annata diversa

È forse questo che rende il vino così legato alla terra.

Non esistono due stagioni perfettamente uguali.

Ogni annata porta con sé il proprio clima, i propri tempi, le proprie difficoltà e il proprio carattere.

La vendemmia conserva queste differenze invece di cancellarle.

Ed è proprio qui che per noi nasce l’identità di un vino: nella capacità di raccontare non soltanto un vitigno, ma un luogo, una stagione e il lavoro delle persone che se ne sono prese cura.

Nel nostro caso, quel luogo è l’Alta Murgia.

La vendemmia, prima ancora del vino

Alla fine della raccolta la vigna cambia volto.

Le cassette sono in cantina e tra i filari torna lentamente il silenzio.

Ma qualcosa è già cominciato.

Quello che fino a pochi giorni prima era un grappolo sulla pianta inizierà il suo percorso per diventare vino.

E dentro quel vino resterà una parte di ciò che abbiamo vissuto durante l’anno: la nostra terra, il lavoro manuale, l’attesa e il rispetto per i tempi della natura.

Perché per noi la vendemmia non è semplicemente il momento in cui raccogliamo l’uva.

È il punto in cui un anno di lavoro, finalmente, passa dalle nostre mani al vino.

 

Scopri i vini di Poderi delle Mura e il racconto che ogni bottiglia porta con sé.

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